Conosciuta con nomignolo di “
Crocedomini”
per il luogo di nascita e per la tremenda efficacia nel percorrere i
tortuosi percorsi di montagna, è difficile credere che questa
trasformazione in stile inglese nasca da un progetto “low budget”.
Eppure tutto è cominciato con il regalo di una malconcia bicilindrica
stradale giapponese.
Il suo proprietario ci ha chiesto di rimediare alla distruzione dell’impianto
elettrico e ai danni causati in dieci anni da topi e umidità,
ma anche di trasformarla in qualcosa di simile ad una
BSA Firebird Scrambler
degli anni 60.
Superato lo shock, ci siamo gettati con impegno anche in questa sfida,
ricostruendo
sella,
serbatoio,
parafanghi,
fanali,
scarichi e tutti i
cablaggi.
Le
sospensioni sono state revisionate e adattare all’ impiego
misto on-off, così come i rapporti della trasmissione finale
e la posizione di guida.

Dopo
un mese di lavoro la moto è pronta per il primo giro di
collaudo.
Il proprietario arriva, sorride vedendo la sua nuova moto e…parte
per l’
Elefantentreffen.
Ci arriva in una sola tappa e parcheggia
la moto sotto la neve.
Due giorni dopo la “Crocedomini”
parte al primo tocco di chiave e torna a casa, ovviamente “a manetta”,
per far vedere che non ha complessi di inferiorità di fronte
a moto più giovani di trent’anni.
Da allora i due sono
inseparabili: con ogni tempo percorrono circa cento chilometri al giorno
nel tragitto casa-ufficio e ritorno, vanno a rompere le scatole agli
specialisti nelle piste di supermotard e se capita si fanno anche qualche
mulattiera.
Anche questo cliente della
Classic Farm Motorcycles
ha provato a cimentarsi in una gara in salita: è arrivato sul
secondo gradino del podio, mettendosi dietro parecchi specialisti, che
da allora non ridono più della Scrambler “low budget”,
anzi ci hanno chiesto di realizzarne altre due.