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RESTAURO MOTO D'EPOCA - TRASFORMAZIONI - RIPARAZIONI VETRORESINA E SELLE
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Le McDeeb in Fedrotriple



McDeeb - Kawasaki W400 TT Scrambler





Questa moto è nata su richiesta di un amico appena tornato in Italia dopo aver lavorato a lungo negli USA, e che per questo motivo voleva una “special” che rievocasse lo stile delle classiche scrambler inglesi, assai popolari negli Stati Uniti.





Oltre che per le gite domenicali, la moto sarebbe dovuta servire anche per andare al lavoro, perciò per motivi di affidabilità e di budget, invece che da una capricciosa anglosassone si è deciso di partire sempre da una moto d’epoca ma giapponese.

Dopo una breve ricerca, su e-bay è stata individuata una Kawasaki Z400, una bicilindrica stradale degli anni ‘80 che si presta alle trasformazioni in chiave off-road o cafe racer e il cui prezzo si aggira sui 1200 euro.



Dopo averla esaminata per verificare che non avesse problemi, si è proceduto all’acquisto per conto del nuovo proprietario.
Confidando nella capacità dei meccanici, questi ha praticamente dato loro carta bianca. <<Fatemi una moto alla Steve McQueen e con molte citazioni “vintage”, ma che mi porti in giro per anni senza problemi, in città e in campagna.>> si è limitato a dire ai ragazzi della Classic Farm.



Come sarebbe buona norma quando si riattiva una moto dopo una lunga inattività, prima di tutto si è provveduto a revisionare freni, sospensioni e carburatori, per poi procedere alla trasformazione in una vera “McDeeb”.


Tutte le “personalizzazioni” che portano questo marchio, devono infatti offrire un significativo miglioramento non solo dal punto di vista estetico ma anche prestazionale rispetto al modello da cui derivano, cosa che invece non sempre accade con certe special “casalinghe”.



La carrozzeria di questa piccola scrambler è apertamente ispirata a quella della Kawasaki W2 650TT, una entro-fuoristrada a sua volta “clonata” dalla contemporanea BSA, che la casa giapponese proponeva negli anni sessanta, ed equipaggiata con un bicilindrico prodotto dalla consociata Meguro.
In particolare la verniciatura, le grafiche, gli scarichi e la sella, tutti realizzati su misura per questa moto, si rifanno quindi a quelli della progenitrice.




 Per ottenere questo effetto si è ricorsi al “trapianto” di componenti scelte tra i ricambi originali di varie moto d’epoca.
Ad esempio, il portapacchi sul serbatoio, anche se sembra molto “british”, è quello di una Morini Corsaro “Turismo”, da cui sono stati presi e riadattati anche i fianchetti in metallo con le caratteristiche “guancette” cromate.

Osservando come questi ultimi seguano perfettamente la linea del telaio, risulta evidente il gran lavoro di saldatrice e flessibile, e lo stesso dicasi per i collettori in acciaio inox, i silenziatori a bottiglia, la piastra para-motore in alluminio lucidato e il cruscotto.

Si tratta in ogni caso di pezzi artigianali, e quindi non acquistati a catalogo, ma che siamo in grado di fornire a chi ne facesse richiesta o di installare su altre special.



L’effetto scrambler anni sessanta viene accentuato dalla griglia sul faro anteriore, proveniente da una nota fuoristrada italiana, dai soffietti sulla forcella, dal manubrio da cross, dai parafanghi leggermente rialzati e accorciati e dal fanale posteriore tipo Lucas.
Per finire le immancabili gomme tassellate, scelte nella stessa misura riportata sul libretto in modo da evitare contestazioni.




Per risultare meno ”invasivi”, gli indicatori di direzione sono stati sostituiti con altri elementi sempre omologati ma di dimensioni minori e allo stesso modo la strumentazione inserita nel cruscotto in acciaio inox è diventata più essenziale.
I supporti del faro invece sono una replica dei vecchi Converta inglesi, molto usati negli anni sessanta.



Anche le spie sono “old style”, con corpo in metallo invece della solita plastica.

La grande cura dei dettagli contribuisce a dare a questa entro-fuoristrada il sapore d’altri tempi: il paracatena forato e cromato, la targhetta serigrafata con il logo “W400 TT” disegnato appositamente, la piastra sagomata che avvolge perfettamente il carter motore e le ginocchiere in gomma, anche quelle realizzate su misura.


L’ imbottitura rimodellata e il corretto rapporto esistente tra sella, manubrio e pedane, ora consentono una posizione di guida adatta anche per una persona di statura non elevata ma senza trascurare il look, visto che il rivestimento realizzato da Patty presenta le impunture e il bordino colorato, il tipico “piping” delle moto anglosassoni.



 Per quanto riguarda infine le prestazioni, oltre all’ alleggerimento di una ventina di chili, agli scarichi più sportivi e ai filtri conici ad alto rendimento, la piccola scrambler risulta molto vivace e gradevole da guidare, grazie al leggero accorciamento dei rapporti e alla accurata messa a punto del motore.

In particolare sia lo spunto che la velocità di crociera, pari a circa 130-140 kmh grazie al robusto propulsore monoalbero a cammes in testa, sono superiori a quelli della W2 originale con motore ad aste e bilancieri.



 A questo proposito, lo staff della Classic Farm ritiene che una moto ideale per questo genere di trasformazioni, sia una “modern classic” come la recente Kawasaki W1 650, oltre ovviamente alla riedizione della Triumph Bonneville, sulla quale si cimentano spesso e volentieri.

Senza dimenticare la più grossa delle bicilindriche stradali della Kawasaki anni ’80, ovvero quella Z750 che potete trovare in un’altra sezione del sito.

Volendo, poi, le moto trasformabili in scrambler o in cafe racer sono molte di più…

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Ultimo Aggiornamento: 23/02/2010
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