Su questa Le Mans III un grosso lavoro di affinamento ha interessato
la meccanica, la parte ciclistica e la carrozzeria.
Il
telaio è stato sabbiato e verniciato
a polvere in rosso Guzzi. Sabbiate e verniciate con smalti specifici
anche le ruote. Serbatoio, parafango posteriore, cruscotto e fiancatine
sono stati realizzati artigianalmente in lamierino di alluminio.
L’
impianto elettrico è stato
razionalizzato e semplificato, riducendo gli ingombri nella zona del
sottosella. Anche la pompa del freno posteriore è stata spostata
all’interno. I comandi arretrati di produzione Menani sono stati
resi più precisi nell’azionamento.

Gli
scarichi sono dei Lafranconi competizione,
che insieme alle teste lavorate e ai
carburatori
Dell’Orto da 40mm. contribuiscono ad aumentare notevolmente
la potenza massima, che viene raggiunta a circa
9.000
giri.
Cruscotto con
contagiri
Veglia Competizione, manubrio e comando gas hanno una impostazione
decisamente “racing”, accentuata anche dalla posizione di
guida ottenuta con una sella monoposto dotata di codino in vetroresina.
Su richiesta del proprietario è stata mantenuta la frenata integrale,
ma il suo rendimento è stato ottimizzato grazie ai condotti in
treccia metallica e all’impiego di una diversa pompa posteriore.
Il cavalletto centrale è stato eliminato per risparmiare peso
e non toccare nelle pieghe più accentuate, per lo stesso motivo
quello centrale è stato spostato e modificato.
Migliorate anche le prestazioni della
forcella
(ora dotata di un sistema oleo-pneumatico regolabile) e degli
ammortizzatori
Koni, rivisti nell’idraulica per eliminare le perdite di
aderenza della ruota.